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Sospensione procedura di sfratto, addio ai benefici

Sospensione procedura di sfratto, addio ai benefici

Una delle novità 730/2017 è l’eliminazione del codice 6 della colonna 7 “Casi Particolari” del quadro B.

Può sembrare una banale modifica, ma non è del tutto vero: vediamo quali sono le conseguenze di questa novità e l’addio ai benefici fatta eccezione sulla sospensione della procedura di sfratto.

Generalmente, il proprietario di un immobile a disposizione può decidere di concederlo in locazione a fronte del pagamento di un corrispettivo, il cosiddetto “affitto”.
Se l’inquilino però risulta moroso, il locatore può essere indotto ad attuare una procedura di sfratto.

Per i soggetti che si trovano in particolare situazioni di disagio interviene la legge dell’8 febbraio 2007, che permette al giudice di sospendere tale procedura esecutiva.

Il legislatore stabilisce i requisiti per ottenere questa tipologia di tutela.
Eccone alcuni: la mancanza di altra abitazione adeguata al nucleo familiare, la presenza di persone ultra sessantacinquenni o di persone invalide nel nucleo, etc.

La stessa legge tutelava anche il locatore attraverso determinati benefici fiscali, come il codice 6 nei casi particolari del quadro B della dichiarazione 730.

L’immobile, anche in assenza di corrispettivo, deve essere dichiarato ai fini della dichiarazione 730. Va inserito nei “redditi da fabbricati” che concorrono a formare il reddito complessivo al fine del calcolo dell’imposta da pagare.

Facciamo un passo indietro e vediamo come la compilazione del quadro B della dichiarazione 730 influisce sul prospetto di liquidazione.
Il quadro B è composto da tutti gli immobili posseduti dal contribuente.
Per ogni immobile vengono indicati tutti i dati necessari tra cui rendita, giorni e percentuale di possesso, canone di locazione.

La quota di rendita che andrà a popolare il rigo 3 del prospetto di liquidazione “redditi da fabbricati” è determinata dalla rendita rivalutata per i giorni e la percentuale di possesso.

Nel caso di immobile locato il reddito corrisponde al maggiore tra la quota di rendita e la quota di canone di locazione.

Se, per quell’immobile, c’è la sospensione della procedura di sfratto la Circolare di liquidazione specifica che “se nella casella casi particolati di colonna 7 è presente il codice 6 il reddito del fabbricato è pari a zero”.

Le parti, infatti, sono due: l’inquilino, che veniva tutelato con la sospensione della procedura, e il locatore che, fino all’anno scorso, poteva utilizzare il codice 6 dei casi particolari del quadro B, che permetteva quindi l’azzeramento della rendita.

Questo significa che da quest’anno, con l’eliminazione del codice, si dovrà procedere al calcolo dei “redditi da fabbricati”, scegliendo il maggiore tra la quota di rendita e la quota di canone di locazione, come un immobile locato a tutti gli effetti, salva l’applicabilità dell’agevolazione prevista nel caso di canoni non percepiti se il procedimento di convalida di sfratto si è concluso entro il termine della presentazione della dichiarazione.

La mancanza del codice 6, nel 2017 non influisce solo nella compilazione del quadro B, ma influisce in modo più sostanziale nel prospetto di liquidazione, dove il canone non percepito ma comunque dichiarato va a sommarsi con gli altri redditi al fine del calcolo del reddito complessivo.